CHI SONO:
Roberta Gandini nasce a Valeggio su Mincio nel 1969.
Da sempre si occupa di ricerca non solo nel campo della ristorazione,
dove occupa un ruolo di prestigio come titolare e mente del 133 sushi club, ma anche nel settore artistico interessandosi di musica, arte, design producendo giovani artisti e non solo. Dopo esperienze in vari luoghi del mondo per cercare sempre nuove tendenze, si confronta per la prima volta direttamente come artista con la mostra: 50 non sfumati di grigio
MIVESTODARTE NASCE COSI’:
Durante le mostre, ho sempre percepito l’energia e l’entusiasmo di chi osservava le mie opere.
Da appassionata di moda, ho voluto dare a quell’arte una nuova vita, trasformandola in capi streetwear
realizzati con tessuti performanti e confortevoli.
Fotografare le mie creazioni e vederle diventare
parte di un abito è stato un gesto audace, quasi un sogno:
un modo per far uscire l’arte dagli spazi istituzionali
e portarla tra le persone, perché possa essere vissuta,
sentita e raccontata ogni giorno.
Roberta Gandini
50NONSFUMATIDIGRIGIO:
è il racconto di una esperienza sofferta: di una CATARSI interiore fatta di luci e di ombre, di cadute e di resurrezione.
Attraverso 50 opere Roberta Gandini si racconta, raccoglie i frammenti di una storia, la sua , che ha deciso di condividere con noi, rendendola
visibile a chi, spesso è indifferente alla vita degli altri.
Roberta utilizzando la tecnica del collage ricostruisce questi frammenti: Il suo sguardo ridisegna la realtà ed è una rappresentazione
dell’artista stessa. Nel collage che parlano sono i dettagli e nell’ insieme, Attraverso la paziente lettura cogliamo la profondità.
L’arte, come diceva Paul Klee, “non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che sempre non lo è”. Per Roberta questa esperienza d’autore è anche un’epifania di un talento d’arte coltivato ma mai messo in pratica, Fino ad ora. questo è l’inizio.
Prof.ssa SANTINA BIANCHINI
DOPO 50 NON SFUMATI DI GRIGIO,
ROBERTA CAMBIA TECNICA E SUPPORTI, SI CEMENTA NEL PUNTINISMO, REALIZZANDO 54 OPERE SU SEDIE TRASPARENTI. DIPINGENDO AL CONTRARIO AFFINCHE’ L’USO QUOTIDIANO DELLA SEDIA NON ABBIA CONTATTO CON IL COLORE
ROBERTA ARTISTA IRREQUIETA, VIVE ALLA CONTINUA RICERCA…
DOPO COLLAGE E PUNTINISMO, SPERIMENTA REINVENTANDO:
SCALE, PORTE, SOFFITTI, BAGNI, PARETI, VETRATE E OGGETTI D’ARREDO.
IL TUTTO ARMATA SOLO DI PENNARELLI ACRILICI.
IL COLLAGE:
Nel 1912, in un atelier parigino, due pittori – Pablo Picasso e Georges Braque – compiono un gesto semplice e radicale: incollano sulla tela frammenti di giornale, carte da parati, pezzi di stoffa.
Nasce così il collage, una rivoluzione silenziosa che scardina le regole
della pittura tradizionale e apre l’arte a materiali estranei, portatori di storie e di vita quotidiana. Il collage è libertà: libertà di mescolare,
di accostare ciò che non dovrebbe stare insieme, di trasformare lo sguardo
in sorpresa. Per i futuristi, questa tecnica diventa un’arma di velocità
e provocazione. Parole e immagini si inseguono, si urtano, si fondono
per lanciare un messaggio diretto, vibrante: «Più veloce, più forte!».
L’inchiostro dei quotidiani porta con sé l’odore dell’attualità.
I collage futuristi non si accontentano di raccontare il presente:
lo giudicano, lo interpretano, lo sfidano. E così, a volte, un’opera di carta e colla può diventare un manifesto politico,
capace di obbligare chi guarda a fermarsi e pensare.
Puntinismo
È una corrente artistica che si è diffusa in Francia,
in particolare a Parigi, verso la metà del 1800.
Nasce come risposta alle critiche che alcuni artisti mossero contro
l’Impressionismo, per l’assenza di colore locale nelle loro opere.
Nell’Impressionismo ogni colore scelto è sempre influenzato da quelli accanto. Per i puntinisti, invece, i colori non devono più essere mescolati nella tavolozza. Il Puntinismo è riuscito a istruire l’occhio dell’osservatore a una percezione dei colori completamente rinnovata.
